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Anche negli Stati Uniti si discute se ascoltare un libro sia la stessa cosa che leggerlo oppure un modo per ‘barare’ (cheating come dicono loro), nel senso di affermare di aver letto un libro e invece si è ’solo’ ascoltato, letto ad alta voce da altri. La questione è intrigante, come si può capire, per le case editrici che producono audiolibri, ma soprattutto per gli ascoltatori, in primis per coloro che utilizzano l’ascolto perché non possono proprio leggere con gli occhi.

Daniel Willingham è un professore di Psicologia Cognitiva all’Università della Virginia (USA) e studia il funzionamento del cervello in rapporto all’apprendimento e alla memoria; nel suo interessantissimo blog ha introdotto recentemente la questione (peraltro sempre dibattuta anche in Italia) se ‘ascoltare’ un libro (invece che leggerlo) sia come ‘barare’ (cheating), o meglio, egli formula la domanda in questi termini:

“E’ la stessa cosa per il cervello ascoltare un audiolibro oppure leggerlo silenziosamente a stampa?”.

La sua risposta è “più o meno”.

Che cosa significa?

Ebbene, nella lettura, dice Willingham, vi sono due processi cerebrali fondamentali che entrano in gioco: la decodifica e l’elaborazione del linguaggio. Con la decodifica si estraggono le parole dal testo scritto e si comprendono, l’elaborazione del linguaggio è lo stesso processo mentale che si usa per parlare (e ascoltare). Dal punto di vista evolutivo la lettura è arrivata più tardi rispetto al linguaggio parlato e quindi essa si avvale di processi mentali già esistenti in precedenza. Quindi, secondo questo modello di spiegazione (che è anche quello dominante nella scienza del linguaggio) ascoltare un audiolibro è esattamente come leggerlo salvo il fatto che in questo secondo caso (la lettura) è necessaria anche la decodifica. Se poi si considera l’aspetto prosodico di un testo (cioè tutti i significati impliciti nel tono, ritmo, pause, timbro ecc.) allora un audiolibro propone una quantità di significati del testo che sfuggono alla semplice decodifica delle parole.

Come si sa, si scrive la frase “Lasciami in pace” in un modo solo, ma dirla a qualcuno è un altro paio di maniche… e qui interviene la prosodia (e il contesto) che dà indicazioni al lettore/ascoltatore se si tratta di una frase aggressiva o invitante, piagnucolosa o imperativa e così via. Nella lettura silenziosa del testo scritto spesso non si coglie il significato prosodico e qui si colloca la bravura del narratore di audiolibri nel saper porgere al ‘lettore’ un’interpretazione attendibile di cosa aveva in mente l’autore quando ha scritto quella frase.

Willingham conclude dicendo che quello che conta, nell’affermare che si è ‘letto’ un libro, non è tanto se si sono decodificate le parole scritte sulla carta (o sul display di un e-reader), ma se si è apprezzato il linguaggio e la storia. Da questo punto di vista leggere un libro ascoltandolo non è affatto un ‘imbroglio’.

E voi cosa ne pensate?

(Per maggiori informazioni su come il cervello elabora i testi scritti e ascoltati vi consigliamo:

Maurizio Falghera, Lettura + Ascolto. Come migliorare l’apprendimento linguistico, emotivo ed empatico con gli audiolibri, Edizioni il Narratore)

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One Comment

  1. Massimo D'Onofrio / 29 novembre 2016 at 9:09 pm

    Penso che ascoltare un libro o “leggerlo con le orecchie”, come diciamo noi amanti dell’Ascolto, dà sicuramente un plus valore alla già importante esperienza della lettura, proprio come sostiene Willingham quando dice che l’audiolibro propone una quantità di significati del testo che sfuggono alla semplice decodifica delle parole richiesta dalla lettura.
    E poi la voce umana, che è uno strumento musicale, esprime delle emozioni, delle vibrazioni che nella lettura silenziosa non si possono provare con la stessa intensità (nella lettura ad alta voce c’è inoltre una sorta di condivisione dell’emozione tra lettore ed ascoltatore o tra più ascoltatori …). E non ci sarà mai nessuna voce elettronica, per quanto sofisticata e raffinata che potrà mai restituirci l’UMANITA’ della nostra voce, con tutte le sue sfumature.
    Insomma, ascoltare libri ne impreziosisce la lettura, ne facilita l’apprendimento e ne migliora il godimento! Cari saluti.

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