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Riprendiamo un articolo di Luca Castelli pubblicato su Tutto Scienze della Stampa del 6/1/07 in cui viene delineata la nuova tendenza giovanile ad arricchire con audiolibri ed e-books gli ascolti attraverso il cellulare. Non più solo musica ma anche letteratura, storia, filosofia e molto altro saranno presto disponibili in ogni momento e in ogni luogo, alla portata di un click del proprio telefonino.
Il libro su telefonino, storia di un amore imprevisto
da Tutto Scienze (La Stampa) (06-01-2007)

di Luca Castelli
“Il mondo degli audiolibri sta per essere rivoluzionato da una minuscola card, che permetterà Â di archiviare fino a cinque romanzi di grande dimensione su un telefonino”. Inizia così un articolo pubblicato mercoledì sulla versione online del Times di Londra, in cui si parla di una nuova tecnologia sviluppata dalla Nokia per portare gli audiolibri sui cellulari.
Nell’articolo viene citato anche un bestseller britannico che sarà Â tra i primi titoli distribuiti: Looking Good Dead di Peter James. “Rivoluzionerà Â il modo di raccontare le storie”, commenta James. “Tu potrai camminare in un parco, sdraiarti e ascoltare un libro”. In effetti, è esattamente quello che si può fare già Â da diversi anni con i walkman e i romanzi registrati su musicassetta. Ma qui ci sono di mezzo i telefonini e allora la portata dell’affare cambia. Sia da un punto di vista culturale che commerciale.
Il boom degli audiolibri è un fenomeno che coinvolge l’intera nuova società Â digitale. Se i telefonini sono ancora un territorio relativamente vergine, su Internet si sta sviluppando un mercato sempre più florido, che passa attraverso negozi trendy come iTunes e derivazioni moderne come il podcast. L’audiolibro può essere registrato in MP3, suddiviso in capitoli e spedito periodicamente sui computer degli utenti, che poi possono decidere se ascoltarlo a casa o travasarlo sull’iPod, sul telefonino o su altri dispositivi portatili.
Complici le intricate e dinamiche sinergie tra Internet, telefonia mobile e nuovi gadget tecnologici, la letteratura tout court (non solo in versione audio) sta trovando una nuova vita multimediale. Forse un po’ imbastardita rispetto all’antica tradizione della pagina stampata, ma di certo popolare e capace di passare attraverso i più freschi canali di distribuzione. Anche quelli clandestini. Nel momento in cui scriviamo, sulla rete P2P eMule si può trovare un po’ di tutto: dall’audiolibro di Harry Potter e l’Ordine della Fenice letto dall’attore Stephen Fry, all’opera omnia di Stephen King in versione ebook, all’ultimo romanzo di Giorgio Faletti in .pdf, a tonnellate di fumetti. E se queste opere appaiono sui canali pirata, allora vuol dire che hanno un mercato.
Più che Internet, tuttavia, il settore in cui l’espansione è più sorprendente è proprio quello dei telefonini. E non soltanto nella forma audio rilanciata dalla Nokia e già Â sperimentata da RCS, la scorsa primavera, con la distribuzione de Il gabbiano Jonathan Livingstone su memory card in occasione del Salone del Libro di Torino. Basta una ricerca di pochi minuti su Google per trovare numerosi siti a cui ci si può collegare, spesso tramite Wap, per scaricare libri gratis (legali) in un formato predisposto per gli schermi dei cellulari. Non da ascoltare, proprio da leggere.
Molti siti sono inglesi o americani. Come Airpedia e Tshirtia, dove si trovano opere di Edgar Allan Poe, Mark Twain e alcuni racconti di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle. Oppure Winksite, da cui si possono scaricare testi sotto le licenze di copyright alternativo Creative Commons. Ce anche un sito italiano, mBook Portal, che offre la Divina Commedia di Dante e Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello. A dire il vero i download sono ancora un po’ pochi, Dante svetta con un centinaio circa, ma esiste almeno un paese in cui il “romanzo su cellulare” è un vero e proprio fenomeno generazionale, con decine di migliaia di lettori e scrittori più famosi delle rockstar.
E’ il Giappone. Nei giorni scorsi Wired raccontava la storia di Chaco, anonima scrittrice di Osaka, ventenne o giù di lì, che negli ultimi quattordici mesi ha pubblicato cinque romanzi per cellulare, il più popolare dei quali ha superato il milione di download. Siti specializzati come Magic iLand mettono a disposizione una decina di titoli al mese, spesso scritti da giovani ragazze senza precedenti esperienze letterarie e basati sulle loro esperienze sentimentali.
Il sogno è quello di ripetere i fasti di Deep Love / Ayu no monogatari, storia di una diciassettenne che incontra casualmente l’amore della vita, scritta da Yoshi e distribuita nel 2000 tramite Internet in un formato compatibile con i telefonini. In Giappone il romanzo ebbe un successo per certi versi simile a quello ottenuto qui da noi da Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia in Italia, avvicinando alla lettura decine di migliaia di ragazzi che non avevano mai preso in mano un libro, e infine diventando un film.
I responsabili di Magic iLand sottolineano proprio questo aspetto. “Prima dell’avvento dei romanzi per telefonino”, ha dichiarato a Wired un portavoce del sito, “questi ragazzi non avrebbero mai nemmeno preso in mano un libro, figurarsi se lo avrebbero scritto”. Adesso lo fanno, applicando le loro fantasie più semplici e immediate al nuovo canale di comunicazione mobile. Niente drammi esistenziali o grandi romanzi americani, ma solo appassionate storie d’amore, horror, fantascienza e altri generi popolari, senza dimenticare gli immancabili fumetti manga, anch’essi protagonisti di un boom di distribuzione via telefono.
In fondo, è anche questa una faccia dell’alto grado di partecipazione diretta permessa dalle nuove tecnologie ai suoi utenti. Lo stesso meccanismo che su Internet ha permesso a milioni di persone di raccontare e mostrare le proprie storie, generando il boom dei blog e di siti come YouTube e MySpace. Quello che appare evidente è che – vuoi nella versione audiolibro dei bestseller, vuoi nel più anarchico e giovanilistico sottobosco dei “romanzi da telefonino” giapponesi – i libri stanno pian piano penetrando anche nel mondo dei cellulari. Per cinema, musica e tv era un passaggio abbastanza ovvio. Ma per la vecchia letteratura chi l’avrebbe mai detto?

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