By

L’ESPERIENZA SCOLASTICA ITSOS – MILANO

L’ITSOS “Albe Steiner” di Milano è un Istituto Tecnico che dagli anni ’70 prepara gli studenti nell’ambito della comunicazione attraverso uno spirito di continua sperimentazione, caratterizzato da una didattica fortemente progettuale e laboratoriale, che ha permesso di adeguarsi costantemente alle trasformazioni del mondo del lavoro e della società. Gli studenti hanno la possibilità di relazionarsi al territorio con ricerche e mostre iconografiche su temi legati alle materie di studio, di lavorare su progetti e committenze esterne, sviluppando esperienze significative per le loro future professioni.
In questa prospettiva è nata la collaborazione con il Narratore audiolibri per la realizzazione di immagini , grafica e video in vista della promozione dell’audiolibro Moby Dick prodotto dalla stessa casa editrice. Questo lavoro interdisciplinare ha costituito un importante e stimolante banco di prova per gli studenti della 5°D del profilo Visual, la classe coinvolta nel progetto. Le varie fasi del lavoro ci hanno visto impegnati sia sul piano umanistico-culturale, attraverso l’avvicinamento a un testo complesso e impegnativo, sia dal punto di vista tecnico-professionale con la produzione di immagini grafiche e fotografiche, di videoclip e animazioni. Le difficoltà sono state molteplici, essendo i temi trattati dall’opera di non immediata comprensione e, soprattutto, difficili da trasporre in immagini. Eppure questa stessa complessità ci ha permesso di attraversare il romanzo con grande interesse e curiosità, rendendo quest’esperienza unica e coinvolgente.

Alessandra Attianese e Silvia Mercalli (docenti di fotografia – maggio 2011)

I link alle due clip video realizzate dagli studenti della V^ D dell’ ITSOS Albe Steiner di Milano sono i seguenti:
-Video clip breve di presentazione dell’audiolibro
-Videoclip – backstage

Breve relazione della prof. Alessandra Attianese sul lavoro svolto

La prima tappa del lavoro condotto dalla prof. De Miranda è partita dalla ricerca della rappresentazione grafica e pittorica del tema della balena nell’iconografia classica, attraverso l’identificazione degli stili e dei colori (molto usati l’arancio e il blu) nella storia dell’arte, che ha portato poi all’elaborazione personale del tema.
Gli studenti hanno inizialmente disegnato in maniera tradizionale, riportando successivamente i progetti al computer.

Per le immagini fotografiche lo studio si è concentrato sui tre personaggi chiave individuati nel romanzo (Ismaele, Achab e Queequeg).
Il nostro primo capitano nonostante l’uso della silhouette, per i toni gentili del soggetto, assomigliava molto di più a Corto Maltese.
Questo ha messo in luce da subito che le maggiori difficoltà le avremmo riscontrate proprio per l’incapacità/impossibilità di partire da un dato reale e al tempo stesso di astrarre, di spostare sul piano simbolico la narrazione.
Per dirlo con altre parole la rappresentazione fotografica ha riscontrato, ai fini della progettazione, le difficoltà poste da quello specifico fotografico sintetizzabile nel sostanziale problema “dell’aderenza del reale” e dell’ “identificazione del soggetto”.
Si è pensato che all’interno del romanzo coesistevano due storie diverse, una di queste riguardava Ismaele, dove il viaggio era nel presente, quello fisico concreto della nave e della caccia, l’altro invece era la ricerca di sé. Ed è lo sguardo di Ismaele che ci guida nella narrazione quello sguardo che osserviamo e da cui ripartiamo nella sovrapposizione della sua immagine, con quella di un mappamondo che simbolicamente rappresenta sia il viaggio che l’ ‘altro’.

La rappresentazione di Queequeg è stata anch’essa complessa; la paura descritta nelle prime pagine del romanzo da Ismaele non è facilmente superabile. Nonostante Queequeg sia un eroe, nell’immaginario degli allievi è rimasta una figura inquietante, tant’è che anche l’effetto d’invecchiamento lo rende inequivocabilmente “cattivo” nelle foto del backstage.

Le altre immagini, di contorno, sono suggestioni legate al mondo del mare, della navigazione, della balena, della sua caccia, della figura di Achab e della sua solitudine.

Concluso lo studio della copertina, restando ancorati alle nostre riflessioni, siamo ripartiti dall’ascolto del testo per progettare il video di backstage. Si è cercato di dare forma alla narrazione associando le immagini al testo.
Ismaele è stato scelto/individuato come figura di raccordo.
Infine si è passati al montaggio vero e proprio con il mixaggio di musica e parole.
Per la clip breve invece gli studenti, con la prof. Pinto di lettere, sono ri-partiti dal testo analizzando il primo e l’ultimo capitolo, hanno individuato delle parole chiave o delle frasi e hanno sorprendentemente deciso che il materiale prodotto non andava bene; hanno così creato dal nulla un’animazione in cui i nessi e le connessioni attraverso l’uso di maschere e di effetti grafici nascessero dai disegni che si venivano via via realizzando.
La musica, infine, composta dal professor Sala, risponde a un’immagine mentale: nel promo l’idea di restituire degli echi lontani, la vastità (del mare, del viaggio, dell’avventura…), un suono disteso fatto di echi. L’uso dei timpani in alcuni punti vuole esprimere la potenza complessiva espressa dal romanzo, compreso quell’elemento guerresco che c’è in esso (l’equipaggio, coeso come in una battaglia).
Nella clip lunga ‘backstage’ la scelta musicale è stata quella di dare l’idea di essere in balia della natura; un’improvvisazione musicale piuttosto che il rigore di una partitura.
All’inizio ci sono dei suoni ciclici che corrispondono ai ricordi sonori dei porticcioli durante l’infanzia (in presenza di brezza… ritmi casuali che a volte si allineano creando delle figure), mentre gli archi corrispondono metaforicamente all’idea della vastità dell’oceano.
Ringrazio in particolare Silvia Mercalli, Ermanno Cellamare ed Ettore Bordieri per il sostegno e l’aiuto prezioso; tutti voi de il Narratore per l’opportunità che ci avete dato e i ragazzi tutti per averci seguito in questa avventura !

Lettera aperta dell’Editore agli studenti dell’Albe Steiner

Cari amici studenti della 5^ D dell’ITSOS Albe Steiner di Milano

a nome mio e di tutto lo staff de il Narratore audiolibri, vi ringrazio e mi congratulo vivamente con voi per aver dato il vostro ottimo contributo al nostro audiolibro Moby Dick di Herman Melville.
Naturalmente faccio i miei complimenti anche ai vostri insegnanti che vi hanno seguito e coordinato in tutti questi mesi. Veramente BRAVI ! TUTTI!
Sono sicuro che le vostre clip video (sia quella breve che il backstage) avranno un bel successo su Youtube e in tutte le occasioni in cui saranno proiettate (speriamo molte!).
Se fossi membro della commissione del vostro esame di maturità, perorerei la causa della promozione solo per esservi impegnati in questa difficile impresa, e cioè dare un significato audio-visivo ad uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale! E’ stato lungo e difficile per noi ritradurla e registrarla per l’ascolto, figurarsi per voi distillarne l’atmosfera letteraria in un insieme i linguaggi multimediali…
È vero che Moby Dick è difficile da comprendere fino in fondo, ed è per questo che è uno di quei libri che si dovrebbero leggere più volte nella vita per coglierne di volta in volta sempre nuovi significati, per imparare a riflettere sull’esistenza, sulla vita e la morte, ma mi sembra che nel vostro lavoro abbiate colto con precisione uno dei punti essenziali del libro, la chiave di volta di tutto: la meditazione sul rapporto fra noi e le ancestrali forze dell’universo, sulle eroiche e assurde sfide che l’umanità lancia alla Natura e in special modo al mare, “l’inafferrabile fantasma della vita”, come dice lo stesso Melville all’inizio di tutta la storia.
E questo l’avete fatto nel modo più qualificato che esista nel processo didattico, e cioè con l’interdisciplinarietà delle materie scolastiche, il tentativo cioè di dissolvere i confini fra le diverse conoscenze. In verità per comprendere la complessità della relazione fra Achab e la Balena Bianca è necessaria una visione complessa e d’insieme, pena il degrado del meraviglioso affresco melvilliano ad una semplice storia avventurosa di mare.
Naturalmente vi auguro di trovare, quando uscirete dalla scuola un lavoro creativo che soddisfi le vostre esigenze e la preparazione specialistica che avete avuto, ma stando a questa esperienza con Moby Dick, sono convinto che più di tutto probabilmente vi servirà l’aver appreso a pensare in modo multidimensionale, ad essere attenti più ai “processi” della creazione artistica, che ai “fini” della stessa, siano essi dei bei voti, la pubblicazione nel web o perfino la promozione agli esami. Se a qualcosa è servito il vostro lavoro, sicuramente l’aver lavorato insieme per il piacere di fare qualcosa di bello è il risultato più significativo, nonostante le difficoltà.
In ogni caso i vostri lavori, che sono ospitati nel nostro sito web e in Youtube, rimarranno per un bel po’ lì, a testimonianza che la scuola italiana, nonostante quel che si dice in giro, è ancora viva e attenta ai ‘veri’ bisogni di apprendimento e di conoscenza dei giovani.

Con riconoscenza

Maurizio Falghera
Editore de il Narratore audiolibri
www.ilnarratore.com

Zovencedo, 16 maggio 2011

About the Author

 

Leave a Reply

728 x 90 banner

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi