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Vi presentiamo una rapida panoramica dello stato del mercato degli audiolibri nei più importanti paesi del mondo al 2014/15.

In USA più del 40% degli adulti dai 18 anni in su hanno ascoltato almeno un audiobook e nel 2014 almeno il 22% degli americani ne ha ascoltato almeno uno (circa 55 milioni di persone !) e la media è di almeno 5 titoli all’anno per ogni ascoltatore.  Il trend più interessante è fra i giovani grazie alla rivoluzione digitale. Un vero e proprio Rinascimento della cultura orale e dell’ascolto (Edison Research, 2015).

I dati dell’APA (Audio Publishers Association  americana) nell’ultima survey 2015 sullo stato dell’editoria degli audiobooks confermano questo notevole avanzamento: il fatturato dell’industria degli audiobooks ha raggiunto i 2,6 miliardi di dollari nel 2014 (+13% rispetto al 2013) e i titoli pubblicati, sempre nel 2014, sono stati ben 30.000!(GoodReader, 2015).

Il mercato editoriale UK degli audiobooks è cresciuto nel 2014 del 25% e del 170% negli ultimi 5 anni, il più rapido incremento fra tutti i settori editoriali (The Guardian, 17/8/2015).

Ma il mercato più fiorente in questo momento (oltre a USA e UK che posso essere considerati ‘mercati maturi’) è la Germania: i tedeschi consumano più audiobooks (hoerbuecher) di ebook e almeno 5 milioni di persone hanno acquistato un audiobook nel 2014 (Allensbach Institute, 2015).

Crescita da ‘tumultuosa’ a ‘interessante’ del mercato degli audiolibri si ha anche in altri paesi europei: Paesi Scandinavi, Polonia, Repubblica Ceca, Francia, Spagna, Russia

Ma vi sono anche altre realtà geografiche che si stanno orientando verso l’ascolto di audiolibri:

-l’India sta prendendo confidenza con gli audiobooks che per ora sono all’1% del mercato editoriale (soprattutto online) ma in rapida crescita, distribuiti soprattutto da reado.com;

-il Giappone, in cui ha messo recentemente radici Audible.com che annuncia 10.000 titoli disponibili per la fine del 2015;

-la Nigeria che approfitta delle possibilità della doppia lingua (in pratica l’inglese) per far conoscere gli audiobooks degli scrittori africani e soprattutto di contenuto religioso (sic!). La start-up Talkinbookz.com intende diventare un punto di riferimento per tutti gli ascoltatori africani;

-infine la Cina è per molti la prossima frontiera del consumo di massa di audiolibri: questi sono stati introdotti per la prima volta negli anni ’90, soprattutto di produzione americana e hanno già raggiunto una base di utenti di circa 130 milioni di utilizzatori, ma è prevista una crescita ulteriore, con un fatturato di oltre 2 miliardi di dollari (Nilsen report, 2015). Non inaspettatamente  grandi consumatori di audiolibri digitali sono soprattutto gli abitanti delle zone rurali cinesi e i pendolari, i quali hanno scarso o nullo accesso a fonti librarie e bibliotecarie.

E l’Italia?

Affronteremo in altro post la situazione italiana, ma già possiamo dire che nonostante ci sia una crescita e un interesse sempre in aumento anno dopo anno, i livelli di commercializzazione di questi prodotti culturali in Italia non sono comparabili con quelli che abbiamo visto sopra.

Sinteticamente accenniamo ai vari problemi che i produttori di audiolibri italiani devono affrontare quotidianamente:

-dato che gli italiani leggono pochi libri e gli audiolibri sono strettamente collegati alla propensione alla lettura, la conseguenza è che sono ancora pochi quelli che ascoltano;

-non c’è ancora un’informazione adeguata su questi prodotti: TV, giornali, web (salvo qualche isolato caso) li ignorano;

-in generale gli italiani hanno una scarsa educazione all’ascolto, preferiscono di gran lunga vedere immagini… di qualsiasi tipo e su qualsiasi supporto;

-nessun impegno da parte delle istituzioni, soprattutto educative (scuole e università) per introdurre l’ascolto di audiolibri anche nelle classi;

-pregiudizi endemici e storici nei confronti della lettura ad alta voce di libri

-e molti altri !

Quindi diciamo: “Ragazzi! Diamoci una mossa!!”

 

Che ne pensate voi? Inviateci i vostri commenti.

 

Maurizio Falghera

ilnarratore.com

 

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