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L’ultimo rapporto dell’ A.P.A. (Audio Publishers Association, l’organizzazione di tutti gli editori di audiolibri degli Stati Uniti) indica che la produzione e il consumo di audiobooks in quel paese è in continua crescita. La consueta survey (indagine) annuale relativa al 2013 indica che le vendite totali di audiobooks in U.S.A. sono salite a 1,3 miliardi di dollari, un incremento del 12% rispetto all’anno precedente e che la produzione di titoli è più che raddoppiata rispetto al 2012: 35.713 titoli rispetto a 16.309.
Gli audiobooks digitali rappresentano ormai il 70% di tutti i titoli presenti sul mercato editoriale e anche per questi le vendite in termini di fatturato sono cresciute consistentemente. Di questi ben il 62% è rappresentato dai download da rete (nel 2012 era il 54%).
Gli audiobooks in versione integrale sono sempre dominanti rappresentando il 91% del totale. Naturalmente è la Fiction a far da padrona con ben l’80% delle vendite.
Questi pochi ma significativi dati dell’A.P.A. indicano quindi una costante linea di tendenza alla crescita dell’ascolto di storie negli Stati Uniti (ma possiamo affermare che lo stesso accade anche in altri parti d’Europa: U.K., Germania e Francia in primis) ma il dato più impressionante è la quantità di titoli che vengono ogni anno immessi nel mercato. Questo significa che sono molti i libri che escono contemporaneamente a stampa (o in eBook) e in audio, in modo da offrire ai lettori più opportunità di godere delle storie: con libro in mano, oppure con l’e-reader oppure ancora con l’ascolto in cuffia, soprattutto durante i viaggi e gli spostamenti in auto, in treno, in aereo o a piedi.
A considerare questi dati, cari amici ascoltatori, ci viene da dire che in Italia siamo in enorme ritardo! In tutti i sensi: per il fatturato ovviamente (necessario per continuare ad investire in questo settore editoriale), per il numero di titoli prodotti (un numero veramente ridicolo rispetto agli altri paesi), per il personale impiegato (solo qualche attore ha la possibilità di registrare e di essere retribuito adeguatamente), per la poca attenzione che i media dedicano agli audiolibri, per il numero limitato di titoli di romanzi in versione integrale, e così via…
E’ necessario correre ai ripari e impegnare tutte le nostre energie e intelligenze per far conoscere di più anche da noi questo meraviglioso e potente medium culturale: l’audiolibro! Ma nonostante tutto il trend del settore italiano è in continua – pur se decisamente bassa – crescita, anno dopo anno. Ci vorrebbe uno scatto di impegno, fantasia e organizzazione per promuovere anche da noi l’ascolto di romanzi e saggi.
Qualche idea? e soprattutto qualche interesse ad investire negli audiolibri in Italia?

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