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Ecco un breve articolo di Mara Pizzochero della redazione de il Narratore per tutti coloro che non erano presenti all’ultimo Salone del Libro di Torino, o che si sono persi proprio gli eventi e gli incontri che hanno visto protagonisti gli audiolibri. Incontri dedicati in particolare a comprendere il ruolo che biblioteche e librerie, ovvero i luoghi tradizionalmente dedicati alla diffusione dei libri, della letteratura e della cultura, possono ricoprire per far conoscere gli audiolibri e diffondere il “gusto dell’ascolto”.

Da pochi giorni si è chiusa la venticinquesima edizione del Salone del Libro di Torino, che come sempre ha avuto luogo nel capoluogo piemontese dal 10 al 14 maggio e che quest’anno è stata battezzata con il nome, un po’ tecno e un po’ hippie, di ‘Primavera Digitale’. Sembra infatti che quest’anno il Salone, luogo ed evento istituzionale e simbolico, si sia finalmente deciso ad accogliere anche quei libri che, pur senza pagine da sfogliare, toccare e annusare, ugualmente si leggono.
E i libri che si ascoltano? E’ giunto anche per gli audiolibri il momento di sbocciare? Nonostante la crisi che ha investito ogni settore, e non da ultimo quello editoriale, quella degli audiolibri si è rivelata una realtà piccola (sempre meno) ma solida (sempre più), con progressivi e costanti segnali di crescita. E oltre a essere reperibili in diversi stand e a essere protagonisti di presentazioni e reading (“Jazz Sountracks” di Alfaudiobook e gli incontri organizzati da Emons attorno ai “Sillabari” di Goffredo Parise e a “Odore di chiuso” di Marco Malvaldi) gli audiolibri si sono confrontati con i due luoghi tradizionalmente dedicati ai libri e alla lettura, ovvero le biblioteche e le librerie.
Occasioni per questi confronti sono stati i due incontri organizzati da AEDA (Associazione Editori di Audiolibri) e dalle otto case editrici che ne fanno parte: “Audiobook to the future – Il ruolo cruciale dell’audiolibro nell’evoluzione dell’editoria digitale” e “AEDA audiolibri, la letteratura che si ascolta. Idee per ridare vitalità al mercato e alla cultura”.
Il primo incontro, al quale hanno partecipato Cristiana Giacometti (il Narratore audiolibri), Simone Bedetti (Area51 Publishing), Lorenzo Locatelli (Edizioni Enea) e Giulio Blasi (MediaLibrary Online) è stato l’occasione per presentare al pubblico (a un uditorio ‘business’ era stata precedentemente dedicata la presentazione ‘Come distribuire ebook e audiolibri in biblioteca’) il nuovo modello di prestito bibliotecario digitale per gli audiolibri: il download senza DRM. La collaborazione tra il Narratore audiolibri – e gli altri editori distribuiti nel portale, – e la piattaforma di prestito digitale MediaLibrary OnLine ha infatti condotto alla creazione di un modello di digital lending molto più semplice, sia per le biblioteche che per i loro utenti: se da un lato il prestito virtuale abbatte i costi di transazione e gestione a carico delle biblioteche, dall’altro l’assenza di protezioni forti sui files permette a chi abbia preso in prestito un audiolibro di ottenere una licenza d’utilizzo senza scadenza e non vincolata al tipo di lettori mp3. Un’evoluzione che sfrutta il potenziale dei contenuti digitali (la maggiore libertà di scelta, la facilità di reperimento e utilizzo e la possibilità di essere fruiti in ogni momento e in ogni luogo) e che restituisce alla biblioteca il ruolo chiave di diffusore di contenuti e di cultura che le spetta.
Ruolo cruciale che spetta anche al luogo protagonista del secondo incontro: la libreria. A discutere della collocazione degli audiolibri in libreria e del ruolo dei librai nella diffusione di contenuti e ‘contenitori’ editoriali sono stati Fabio Bezzi (presidente AEDA), Davide Ruffinengo (libreria Profumi per la mente e libreria Therèse), Giulia Santarelli (Scuola librai italiani di Orvieto) e Flavia Gentili (Emons audiolibri), con il coordinamento di Mara Pizzochero (il Narratore audiolibri). Diversi i temi emersi da quest’incontro: il riconoscimento della figura del libraio come ‘tramite’ per trasmettere ai lettori la conoscenza non solo dei titoli, ma dei formati in cui questi sono disponibili e delle modalità attraverso le quali possono essere fruiti (tra le quali si colloca, ovviamente, l’ascolto), la creatività e l’originalità nel presentare libri e audiolibri come incentivo all’avvicinamento alla letteratura di lettori e di non lettori, l’importanza di un dialogo diretto tra librai ed editori, per il fine comune di comprendere e coltivare il “gusto dell’ascolto” nel pubblico.
Per concludere con la metafora floreale utilizzata in apertura, e mutuata dal Salone: ‘il seme dell’ascolto è stato piantato nel fertile terreno di biblioteche e librerie: la qualità e il valore dei contenuti saranno sempre più la cura necessaria per farlo crescere’.

Mara Pizzochero
il Narratore audiolibri

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