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Come ci appare la nostra voce registrata quando la sentiamo per la prima volta? Come facciamo a prendere “le misure”?

Per scoprire le risposte a queste e ad altre domande, non vi resta che leggere ed ascoltare questo post!

Buona lettura e buon ascolto da il Narratore!

Prime prove di registrazione della voce
Prima di cimentarvi con la realizzazione di un audiolibro è bene che impariate a conoscere la vostra voce dopo che è stata registrata. Registrate, anche con un registratore portatile (sarebbe meglio con un microfono di qualità) un capitolo di un romanzo, un racconto, alcune poesie, un brano saggistico, ecc. , per ‘saggiare’ la voce e l’interpretazione.
Accade spesso che quando si riascolta la propria voce registrata si trovi che qualcosa non va… Un giudizio frequente di auto-valutazione è: “Ma sono proprio io? È questa la mia vera voce? Ho proprio letto così male?”. Insomma… non ci piace poi molto. A volte ne rimaniamo scioccati. Tranquilli! È normale provare questo sentimento iper-autocritico
dopo le prime esperienze di lettura al microfono. Questo accade principalmente perché non sappiamo mai bene come la nostra voce venga effettivamente percepita dagli altri.
Noi sentiamo la nostra voce ‘dall’interno’, con tutte le risonanze che si propagano nella testa e si confondono con il nostro personale modo di pensare, di percepire i suoni, con il nostro umore emotivo. Siamo chiusi nel nostro piccolo mondo e supponiamo che anche gli altri sentano la nostra voce come noi la percepiamo internamente.
Non è così ovviamente… Infatti mi è accaduto di registrare degli scrittori durante i loro reading live sul palcoscenico, e una volta ho chiesto a uno di loro: “Come pensi di essere andato?”, e lui mi ha risposto: “Mi sembra molto bene, no?”. Poi gli ho fatto risentire in cuffia la sua voce registrata. Sussulto di sorpresa e sbiancamento del volto.
“Non pensavo di fare così schifo!” mi ha detto. In altre parole lo ‘specchio’ della sua voce, così come viene percepita dagli altri, l’ha messo in crisi.
Questa iniziale frustrazione non è un motivo valido per abbandonare l’idea di leggere davanti a un microfono, né, all’opposto, per diventare dei maniaci perfezionisti, come lo sono alcuni professionisti della voce che non sono mai soddisfatti delle loro prestazioni e vorrebbero ri-registrare interi capitoli o cambiare l’intonazione o la pronuncia di una certa parola in un audiolibro di dieci ore di durata…; non si rendono conto che è molto umano essere imperfetti. Questi ‘narcisi’ della voce si mettono nelle peggiori condizioni di ansia e di stress – che peraltro sono sintomi di insicurezza – per affrontare la lettura di un romanzo e rischiano così di dimenticare la necessaria fluidità della narrazione che sta alla base di un buon audiolibro.
Quindi niente paura! Tutte le caratteristiche della vostra voce che non vi piacciono si cambiano con pazienza e ottimismo, senza precipitare nell’ossessione della prestazione perfetta! Ribadisco che la presenza di imperfezioni è sempre segno della ‘naturalezza’ della lettura e non della sua ‘artificiosità’, il che non dispiace per niente a
quell’ascoltatore che se ne accorga (spesso però ciò che noi sentiamo che non va non è minimamente avvertito, perfino dall’ascoltatore più esperto).
In ogni caso con ripetute esperienze di riascolto della voce ci si rende sempre più conto di dove risiedono le difficoltà (dizione? voce troppo nasale? cantilena? piattezza dell’interpretazione?…), e magari alcune di queste caratteristiche, considerate in precedenza negative, possono perfino diventare un tratto distintivo della vostra voce.
Dopo questa prima prova d’ascolto trascrivete le vostre impressioni critiche e le imperfezioni o gli errori che avete notato; per esempio:“Quella chiusura di frase doveva essere differente”, oppure: “Il nome James Scott
Smith è stato pronunciato male”, “Quei respiri per prendere fiato prima di iniziare una frase sono troppo pesanti”, “Ho fatto le pause troppo lunghe”, “C’è troppa cantilena nell’introduzione”, e così via… Insomma non si tratta di prendere nota di giudizi sull’interpretazione in generale, ma di appurare difficoltà ben chiare su cui lavorare.
Lo stesso discorso (sempre astenendosi da interpretazioni generali) vale anche per l’annotazione di tutto quello che, al contrario, ci è piaciuto della registrazione: “Bello come ho detto quella frase!”, “La voce di quel personaggio mi è venuta proprio bene!”,ecc.
Dopo aver annotato i pro e i contro di diverse registrazioni di prova con testi di genere differente, vi renderete conto che si delineano nella vostra mente dei pattern, cioè delle forme ripetute di lettura che magari non vi piacciono e che volete modificare, oppure altre che vi sembrano interessanti e piacevoli. Chiedetevi allora: “Di che cosa c’è bisogno per migliorare? Sono capace di farlo da solo o ho bisogno dell’aiuto di una persona esperta?
A chi mi posso rivolgere?”, e così via. Certamente il percorso per acquisire dimestichezza con la lettura ad alta voce davanti al microfono è lungo e occorrono studio e tanta pazienza, ma d’altronde, che lo si voglia o no, l’apprendimento avviene comunque per prove ed errori…
Vi consiglio anche il metodo (neanche tanto originale…) che ho adottato spesso nel mio percorso come narratore di audiolibri: quello di imitare le letture di grandi voci (nel mio caso prevalentemente maschili). Ascoltavo, anche guidando in macchina, le letture di Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Giancarlo Giannini, Aroldo Tieri, Alberto Rossatti, Piero Baldini, Massimo Popolizio, e tanti altri attori e attrici che leggono benissimo ad
alta voce (con una semplice ricerca mirata in rete potete scaricare molti files audio/video con le loro voci).
Dopo un primo ascolto in silenzio, sovrapponevo la mia voce alla loro in ascolti successivi e imitavo le loro inflessioni vocali, le pause, i timbri, le suggestioni interpretative, ecc. È un esercizio molto stancante ma dopo un po’ ci si fa l’abitudine e i progressi nell’apprendimento dell’impostazione della propria voce sono veramente
garantiti! D’altronde anche i musicisti fanno lo stesso prima di trovare il loro stile personale: ascoltano e imitano i grandi esecutori memorizzando le cose migliori e più consone al proprio carattere artistico. Lo stesso accade per pittori, attori di teatro e di cinema, scrittori… il discorso vale perciò anche per gli artisti della narrazione di audiolibri.
Dopo aver preso confidenza con la vostra voce registrata e le sue problematiche è opportuno che facciate varie prove di messa a punto della voce narrante, dello stile di lettura, dei caratteri dei personaggi presenti nel testo che intendete registrare; non sarebbe male che a queste prove assistessero una o più persone amiche che possono esprimere un giudizio in quanto ascoltatori. Potete porre delle domande del tipo: “Come ti sembra? Hai capito tutto? Che ne pensi della mia voce? E della mia interpretazione? Era troppo lenta? O veloce?”…
Certo, sarebbe ottimale che il controllo fosse fatto da un regista, da un altro narratore, o da un amico che conosce bene gli audiolibri. Se questo non fosse possibile, anche solo far ascoltare la vostra lettura a qualche parente o al vostro parrucchiere e sentire la loro opinione può fornirvi comunque dei suggerimenti utili per migliorare.

 

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