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Continua il nostro viaggio alla scoperta delle tecniche di registrazione degli audiolibri in home studio. Oggi affrontiamo uno degli aspetti più complessi ed importanti nella gestione del nostro studio casalingo: la creazione delle condizioni acustiche ideali. Come fare per ricreare delle condizioni le più vicine possibili a quelle degli studi professionali? Maurizio Falghera ci accompagna alla scoperta dei migliori accorgimenti.

 

L’acustica di un Home Studio è l’elemento determinante per una buona registrazione

sonora. Tenete conto che ci sono due aspetti importanti relativi all’ambiente sonoro in

cui avviene una registrazione: la riflessione del suono all’interno della stanza e i rumori

provenienti dall’esterno.

Se la stanza è collocata in una casa solitaria in campagna dove sono quasi inesistenti i

rumori esterni allora è sufficiente attrezzarla per la migliore resa sonora; ma se così non fosse e abitate in un quartiere cittadino con rumori che provengono da tutte le parti (dai condòmini, dalla strada, dal cielo, ecc.) allora è decisamente molto meglio optare per una solida insonorizzazione, fino a giungere anche all’installazione di una “stanza-nella stanza”e cioè di un box insonorizzato da installare nella stanza stessa.

Tutti gli ambienti, come le casse di risonanza degli strumenti musicali, hanno una

risposta acustica legata alle dimensioni fisiche, ai materiali di costruzione e alla presenza di oggetti e mobili; infatti l’onda sonora si riflette su tutte le superfici del locale, creando delle perturbazioni a determinate frequenze. L’effetto cumulativo di tutte queste riflessioni sonore dà il ‘tono’ o ‘colore’ del suono che viene registrato (Room Tone).

Per realizzare un Home Studio suggerisco quindi una stanza piccola (non indico

metrature ma è chiaro che non può essere un salone o una stanza grande) da rivestire con pannelli fonoassorbenti. Se non è possibile, per vari motivi, insonorizzarla completamente con tali pannelli,

allora conviene utilizzare una stanza ben isolata dai rumori esterni (provenienti dalla

strada, da vicini rumorosi, da altre stanze della casa con gli elettrodomestici, dal bagno, dal vano caldaia, ecc.).

Sarebbe ottimale che non avesse finestre che guardano verso strade o cortili da dove può provenire il rumore del traffico, di bambini che giocano, di lavori in corso, e così via. Ricoprite le pareti con libri, quadri (senza vetro), vestiti e stoffe e qualsiasi altro elemento in grado di assorbire il suono in modo che non si rifletta sulle pareti.

Conviene tenere a mente che a seconda del tipo di oggetti utilizzati per assorbire la riflessione del suono varierà anche il tono di fondo della stanza con conseguenze sulla registrazione. Come dire che il tono (rumore o colore) di fondo che si sente sotto la voce, pur se molto leggero e magari non disturbante, sarà diverso se avrete

messo libri oppure quadri per assorbire le riflessioni sonore.

Bisogna anche rivestire il pavimento con tappeti o moquette e il soffitto con moquette

o telo di cotone o altro materiale fono-assorbente.

Il tavolo di lavoro con microfono, schermo del PC, e varie altre attrezzature necessarie

dovrebbe essere ricoperto di un panno fono-assorbente (tessuto di ciniglia o velluto).

Tavolo e sedia non devono generare scricchiolii e dunque devono essere ben solidi,

pesanti, possibilmente ergonomici. La sedia può anche essere imbottita, ma non troppo da affondarci dentro.

La lampada da tavolo è indispensabile, anche in caso di luce solare presente nella

stanza, perché la visione perfetta del testo è ‘conditio sine qua non’ per una buona lettura senza errori. La lampada deve essere in grado di illuminare con fascio diretto il testo da leggere. La maggior parte dei narratori professionisti utilizza lampadine LED perché sono silenziose, a differenza di quelle a fluorescenza che in generale hanno un rumore di fondo. Anzi, per dir meglio, le luci a fluorescenza presenti nella stanza dovrebbero essere proprio tutte spente per evitare il loro ronzio.

Sarebbe meglio utilizzare come fronte sonoro (ciò che vi sta di fronte mentre leggete)

la parete più uniforme possibile, ossia senza porte, finestre o altri elementi di

arredamento che riflettano il suono. Si può dunque rivestire la parete di fronte con pannelli di gomma, tessuti, tappeti, ecc. oppure per supplire a questa problematica del

fronte sonoro, cioè la riflessione del suono oltre il microfono, sono stati progettati e sono in vendita pannelli chiamati Reflexion Filter che devono essere collocati qualche

centimetro dietro al microfono. In realtà è possibile per pochi soldi costruirseli da soli

con un po’ di inventiva e con materiali fono-assorbenti di poco costo.

Tuttavia, in ultima istanza, se c’è ancora un leggero riverbero naturale, ma senza

rumori di fondo, la cosa non disturberà né il processo di registrazione né il successivo

ascolto. Il suono della voce catturato da microfoni ad alta sensibilità in ambiente

completamente insonorizzato sembra come ‘inscatolato’ e necessita spesso di essere

trattato con eco e riverbero nella fase di editing e post-produzione. A mio parere, un

leggero riverbero naturale creato dalla stanza in cui si sta registrando può essere perfino piacevole.

Una volta allestita la stanza per la registrazione potete fare un controllo generale del

rumore di fondo connettendo il microfono al computer con un volume medio di entrata

del suono; iniziate una registrazione e uscite per qualche minuto dalla stanza. Al rientro riascoltate in cuffia quanto avete registrato e prestate attenzione a tutti gli eventuali rumori che il microfono ha captato. Potete fare questo tipo di controllo anche in diversi momenti della giornata per valutare se ci siano ore in cui tutto è più tranquillo e dunque se non sia il caso di preferire certe fasce orarie ad altre più rumorose.

 

Ora non vi resta che rimboccarvi le maniche e provare ad allestire il vostro personalissimo home studio. Buon lavoro, buona sperimentazione e buon divertimento!

La redazione de Il Narratore

 

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