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Care e cari aspiranti narratori di audiolibri, ben ritrovati!

Continua il nostro viaggio alla scoperta della complessa ed affascinante arte della narrazione di audiolibri. L’argomento di oggi può sembrare più filosofico/teorico che pratico ma in realtà è una delle chiavi di volta per comprendere le proprie potenzialità e richiede una certa capacità di uscire dagli schemi che spesso ci vengono imposti. Senza indugiare oltre, leggiamo ed ascoltiamo le parole di Maurizio Falghera, autore di Come realizzare audiolibri in home-studio

La redazione de Il Narratore

 

Molte volte ho sentito espressioni del tipo: “Ho una bella voce, leggo bene e quindi posso registrare audiolibri” oppure al contrario “Non puoi leggere con quella voce che hai…”. Com’è intuitivo entrambe sono affermazioni basate su premesse errate. Avere una voce‘bella’ oppure ‘brutta’ (ma che significa, poi, dare una qualifica di bellezza o bruttezza ad una voce?) non determina automaticamente la possibilità o l’impossibilità di registrare degli audiolibri. Le variabili in gioco in quest’arte, come vedremo, sono talmente numerose che è impossibile definire a priori quali voci siano adatte e quali no, come se esistesse un solo tipo di vocalità che, se posseduta, possa spalancare le porte del successo…

Ognuno di noi è diverso (per origini culturali, per bagaglio di esperienza, per sensibilità, per costituzione) e quindi possiede una voce diversa (per motivi anatomici, per il timbro, per l’abilità nell’utilizzarla, ecc.). La voce individuale è come un’impronta digitale unica, non è mai esistita nella storia dell’umanità una voce esattamente uguale a un’altra. Naturalmente posso dire che una voce non è adatta per realizzare un audiolibro, che poi verrà ascoltato da altri, se questa voce ha notevoli problemi di fonazione, oppure è quasi afona, e così via, ma avere come punto di riferimento le ‘belle’ voci degli speaker pubblicitari (come accade sempre più spesso presso i giovani), voci calde, chiare, profonde, con grande ricchezza timbrica, è un errore. Anche una voce ‘sussurrata’ o ‘sgranata’ può garantire un ottimo risultato nella narrazione orale, purché accoppiata a un testo ad essa congeniale. Ogni voce ha un potenziale artistico se riesce a diventare veicolo di significati e di emozioni. Certamente il narratore che si avvicina di più allo standard medio dell’attore di teatro, al doppiatore cinematografico o allo speaker, avrà la possibilità di essere riconosciuto più facilmente come un ‘buon’ narratore anche da chi non ascolta audiolibri, dato che le sue caratteristiche sono già state ascoltate e apprezzate in passato, e questo per l’ascoltatore è un fattore di stabilità e rassicurazione, ma per tutti gli altri tipi di voce (che peraltro possono essere decisamente migliorati con lo studio, l’esercizio e l’esperienza) l’allontanamento da un determinato modello ascoltato innumerevoli volte e assimilato dal pubblico, può rappresentare l’occasione per una ventata di novità e per un nuovo piacere nell’ascolto.

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One Comment

  1. Maruska / 14 novembre 2016 at 5:37 pm

    Salve a me piacerebbe molto registrare audio libri,
    volevo sapere se potreste essere interessati alla mia voce e se e’ possibile registrare da casa e poi inviarvi il file?
    Grazie distinti saluti

    Maruska Faccini

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