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Con questo post iniziamo ad analizzare le attrezzature tecniche e le tipologie di studio di registrazione, argomento del capitolo 3 di “Come realizzare audiolibri in Home studio” di M. Falghera.
Quali sono le peculiarità di uno studio di registrazione professionale? Scopritele leggendo (o ascoltando) questo estratto dal libro!

Uno studio professionale di registrazione audio (Project Studio) è uno spazio progettato per la registrazione, l’editing, il mixaggio e la post-produzione del suono. In uno studio di registrazione è possibile ospitare band musicali, artisti solisti, show radiofonici, musiche per colonne sonore, spot pubblicitari e… audiolibri.
In generale uno studio di registrazione professionale consiste di due o più sale:
– una sala di controllo o regia (control room ) , attrezzata con apparecchi adatti a registrare i segnali audio su un opportuno supporto (nastro magnetico, CD, Hard Disk), a convogliare il suono in appositi canali elettronici e a manipolarlo per i necessari scopi produttivi e artistici;
– una sala (o più sale), chiamata live room, destinata a ospitare chi produce il suono, catturato poi dai microfoni. Questa sala è isolata acusticamente per evitare che il suono che viene prodotto venga ‘inquinato’ da altri suoni provenienti dall’esterno.
Le sale sono progettate in base ai principi dell’acustica e oltre a essere isolate, possono essere rivestite di materiali che ne modificano la risposta acustica, favorendo o eliminando le riflessioni del suono al loro interno, soprattutto la live room.

Le attrezzature di base di uno studio di registrazione professionale sono:
– i microfoni;
– uno o più mixer audio (mixing console);
– un registratore multitraccia (multitrack recorder) , ormai sempre più spesso sostituito da moderni software sequencer multitraccia;
– i monitors, cioè i diffusori (casse acustiche) con una risposta in frequenza neutra, ovvero il più lineare possibile;
– una digital audio workstation con software di produzione audio, midi e svariati plug-in di effetti (riverberi, compressori ed equalizzatori, effetti speciali, ecc.)(outboard effects);
– una scheda audio e convertitori A/D, che possono sfruttare diversi protocolli per tradurre in digitale i segnali audio analogici prodotti dalla sorgente sonora (campionamento) e portarli alla digital audio workstation, tramite connessioni standard (USB, FireWire, PCI);
– luci di registrazione (on air o recording lights).

 

E per chi non potesse o non volesse utilizzare uno studio professionale? La soluzione è l’Home studio, di cui ci occuperemo nel prossimo post.

La redazione del Narratore

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